fbpx

Giugno 23, 2020

Perché ho scelto il reportage di famiglia

Foto di copertina del primo articolo di blog che parla del perchè ho scelto la fotografia di reportage di famiglia. La foto rappresenta me nascosta sotto le coperte con le teste dei miei figli che spuntano fuori.

La casa è la dimensione più intima di una famiglia, il posto dove una famiglia custodisce i suoi segreti e la propria vita. In cambio dell’accesso che mi date al vostro mondo, mi sembra doveroso raccontarvi un pò di chi sono e del perché ho scelto il reportage di famiglia.

Rifletto spesso sul fatto che, in questo lavoro, le famiglie debbano lasciar entrare in casa propria me, ovvero una sconosciuta ed in effetti, con i bambini presenti, la cosa potrebbe destare qualche preoccupazione, inoltre il fatto di aprirsi con un estraneo potrebbe risultare difficile.

Mamma nel lettone con il figlio. La mamma lo abbraccia al risveglio. Il reportage di famiglia entra nelle vostre case per raccontare la vostra vita dal risveglio alla nanna serale.

Le apparenze e la finzione

Radicata in me c’è la non tolleranza della finzione e delle false apparenze. Prima di essere mamma non avevo la minima idea di cosa avrebbe significato un figlio (e poi due) che gironzolano per casa. Fino ad allora la società mi aveva fatto credere che i bambini erano puliti, profumati, erano sempre sorridenti, che dormissero e, non ultimo, ho scoperto che tutti quelli che avevano avuto figli prima di me, anche loro, mi avevano mentito. Diventata mamma, ho scoperto che la casa è un organismo vivente che pulsa insieme alle nostre emozioni, le nostre tensioni, i nostri rimandare per la stanchezza, e nel caos si riempie di colori che disegnano la nostra quotidianità… non un catalogo di design. Questo è il primo dei motivi per cui mi sono avvicinata al documentario di famiglia.

La fotografia rappresenta la camera di due bambine abbastanza in disordine ed il papà che trascina la grande dalle caviglie perché non vuole mettere in ordine. La piccola invece sembra molto collaborativa e fa la sua parte. Il reportage di famiglia dimostra che con i figli la casa si trasforma, ma che siamo tutti sulla stessa barca.
Con i figli le case cambiano, ma ricordiamoci sempre che non siamo soli e che tutte le famiglie con figli piccoli probabilmente vivono nello stesso caos.

Il confronto con altre famiglie

Ho sentito il bisogno di confronto, sapevo che non ero sola, ed attraverso il reportage di famiglia ho capito di poter aiutare le persone, che la pensano come me, a trovare il bello in quello che abbiamo, senza dover far finta di essere sempre perfetti, lavati e profumati, senza filtro “bellezza”.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Siate sinceri, una doccia al giorno con i figli piccoli a volte è un bene di lusso, oppure no? La vita dopo i figli cambia radicalmente, mi piace il poter mostrare che possiamo supportarci a vicenda nel caos quotidiano.

La foto ritrae un bambino che fa una smorfia con la faccia e manda gli occhi all'indietro. Per me il reportage di famiglia vuole anche dire raccontare l'umorismo dietro alle persone.
Sono una persona con umorismo, mi diverte trovare il lato “stupido” delle cose ed a volte riesco a mostrarlo nei miei reportage di famiglia.

Umorismo ed ironia

Se vi chiedessi cos’è per voi il reportage di famiglia, la maggior parte di voi mi risponderebbe “fotografie non posate di noi in casa o al parco”, in poche parole, traducendolo, si tratterebbe di una normale fotografia di voi nel vostro quotidiano o nel mentre fate qualcosa che vi piace.

Ebbene no! Per me non è solamente questo!

Ho sempre avuto un lato di me che pensava cose che gli altri spesso non capivano o non apprezzavano, un lato di me che possiamo definire ironico. Mi vedevano come quella che pensa cose strane o che vuol sempre scherzare, anche mia nonna mi diceva sempre che per me la vita era sempre un gioco. Ecco, in questa fotografia ho potuto trovare un modo per esprimere quel lato di me che a parole non sono mai stata capace di trasmettere.

La foto è stata volontariamente scattata fuori fuoco perchè volevo raccontare il movimento del bambino che cammina nell'erba con il bastone. Nel documentario di famiglia mi piace essere libera di esprimere attraverso le mie fotografie quello che sento e non solo quello che vedo.
Chi ha detto che una foto per raccontare qualcosa debba per forza essere a fuoco?

Libertà di espressione

Sono costantemente in ascolto ed alla ricerca di quelle che può essere identificato come il mio modo di vedere. Per concludere quindi, aggiungo ai motivi per cui ho scelto il reportage di famiglia, la libertà di poter esprimere quello che sento attraverso le mie visioni.

E tu, perché fai quello che fai?

Mi piacerebbe molto sapere se voi, nel vostro piccolo, vi siete mai chiesti il perché fate quello che fate, o il perché vorreste cambiarlo. Sarebbe bello condividere i motivi di tutti e trovarvi magari anche ispirazione.

Se vuoi conoscermi meglio, scrivimi o chiamami e sarò felice di raccontarti dal vivo il perché ho scelto il reportage come mia specializzazione, oppure, se siete curiosi di sapere quali servizi realizzo, andate a leggere qui.

SHARE THIS STORY
COMMENTS
EXPAND
ADD A COMMENT